Massimiliano Sossella
Massimiliano Sossella, foto mossa

Ci ho messo quasi 70 anni ad arrivare qui, dove mi stai leggendo. 6 anni di teatro, 3 romanzi pubblicati (e molti di più rifiutati), più di 30 anni da pubblicitario, un’attività carsica di artista visivo, e poi ancora ciclista, traduttore, insegnante, clown, corista, podcaster, maratoneta, videomaker. Adesso che ci penso, se c’è un filo conduttore, è stato il movimento. Ecco perché questa foto è mossa.

Ho fatto 14 traslochi, 3.000 km di corsa, più di 25.000 km in bici (e continuo). Lungo la strada ho trovato non pochi buoni amici, ho avuto la fortuna di conoscere e avere come compagne tante persone belle, e sperimentato vari assetti familiari e sentimentali.

Gli ultimi 3 anni mi sono serviti a capire un po’ di cose. Che era venuto il momento di dare una chance vera all’arte, e ci ho lavorato su. Che sono stato molto fortunato nella mia vita e che era il momento di restituire un po’ di questa fortuna, a modo mio. E che l’arte mi serviva a questo.

Lavoro alle mie opere con l’obiettivo di fare arte che ti vuole bene, che ti tiene compagnia.

Perché mi sono fermato a guardare le stelle, una notte senza nuvole. Distanze. Frequenze. Onde. Senza fine. E una sera ho ascoltato il rumore del nulla, mi è bastata una radio fatta di filo e un pezzo di cristallo. Il nulla suona e ci attraversa tutto il giorno e non lo sentiamo. Onde. Frequenze. Distanze. Senza fine. Fa un po’ paura. Poi passa e ci lascia una frase semplice: siamo qui insieme, sulla stessa particella di infinito, fluttuanti, provvisori, il minimo che possiamo fare è salutarci.

Le mie opere sono cenni d’intesa, gesti di gentilezza.

E da domani cominceranno a viaggiare fisicamente nel mondo. Non solo da guardare, ma da annusare, toccare, percepire dal vero. Perché se siamo sommersi da segnali digitali incorporei, circondati da schermi, isolati e soli, io voglio fare un viaggio vero, incontrarti dal vivo. E lasciare un bel ricordo.