L'uomo più felice del mondo
Oggi era il giorno. Quel giorno. Andare in treno (per la precisione: 3 treni) fino a questo paesino, Meledo, che sta in campagna, tra Verona e Vicenza. Ritirare il camioncino. Guidarlo fino ad Altavilla, distretto industriale alle porte di Vicenza, e lasciarlo lì da questi allestitori che dovranno occuparsi delle aperture zenitali del box, in modo che si illumini dall’alto. E tornare a casa in treno (2 treni, stavolta).

A Meledo c’è questa piccola concessionaria dell’operoso Nord Est, che da anni crede nella mobilità elettrica. Si chiama D&D Auto e una delle D è Diego, che nelle ultime settimane ho sentito e messaggiato più di qualsiasi amico o membro della famiglia. Davvero una bella persona. Poi da lì la mia prima guida di un veicolo lungo più di 6 metri e largo 2, elettrico. Grazie alla mia respirazione zen e alcuni mantra apotropaici, arrivo sano e salvo ad Altavilla.

Lì vengo accolto da due artigiani che mi ascoltano, mi spiegano, mi correggono, mi fanno riflettere, e lo fanno in modo pacato, con l’R arrotata dell’accento veneto un po’ masticato. Assaporo la loro competenza, son gente che ne sa. È sempre bello avere a che fare con gente che ne sa, ma non se la tira. Bello sapere che lavoreranno per te.

Mi resta il tempo per godermi un tramezzino, un birrino, il tramonto dolce di inizio autunno in questo baretto alla stazione di Altavilla, minuscola. E celebrare con la fida compagna di viaggio questa giornata così perfetta.


Ho in tasca le chiavi della felicità.

